Google: per il momento molta fuffa!

Leggo in questi giorni articoli di gente scontenta dei risultati delle serp restituite da Google. Io stessa che so che le link building fatte con link acquistati vengono penalizzate pesantemente da Google poi mi ritrovo a leggere l'articolo riguardante il caso JCPenny, azienda che è schizzata nei primi posti del noto motore di ricerca per mesi grazie a links assolutamente non spontanei provenienti da oltre 2mila pagine, giochetto che tra l'altro è terminato grazie al New York Times.

Anche parlando tra colleghi e amici, scopro che come me, molti, ormai da tempo, non trovano più risultati pertinenti su Google e per quanto ancora il search engine di Redmont detenga un monopolio sulla ricerca web, ci sono i primi segnali di un possibile declino in ambito search.

Parecchi accusano Google di poca trasparenza, di agevolare i big investitori e di implementare modifiche atte a cannibalizzare la prima pagina e renderla in buona parte a pagamento, non che non condivida queste affermazioni ma anche noi abbiamo la nostra parte di colpa a mio avviso.

Infatti la nostra aggressività di SEO nell'ottimizzare i siti, nel trovare links-partner, nel creare contenuti, insomma, nel cercare di dare a Google quello che vuole per portare nelle prime pagine i nostri clienti, ha contribuito nel tempo ad inquinare i risultati.

Non dovremmo forse fare un passo indietro e riconsiderare il nostro obiettivo?

 

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2 Commenti

  1. Sicuramente c’è del vero. Ma non sono convinto che ci sia un declino della qualità dell’organico.

    Creare contenuti adeguati e creare links appropriati è corretto. E’ come creare un network di relazioni nella vita.

    Sì, l’eccessiva aggressività del SEO, il link building irresponsabile e tante altre pratiche non fanno che peggiorare l’esperienza di ricerca di informazioni sui motori di ricerca.

    Detto questo però, ricordiamoci che le aziende sono fatte per vendere. E se vendere significa essere sulle prima pagina di Google, faranno di tutto per esserci. Quindi, è veramente difficile capire come comportarsi.

    Nel tempo la correttezza premia quasi sempre.

    • Ciao Dario, grazie per il tuo intervento su una questione così delicata e complessa, forse oggi anche grazie al Panda Update, alcuni di questi problemi potrebbero venire risolti…sempre che l’aggiornamento di algoritmo si riveli all’altezza delle aspettative e migliori realmente e significativamente l’esperienza di navigazione dell’utente. Staremo a vedere!

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