La truffa delle fashion blogger: la scoperta dell’acqua calda!

di Simona Venafro

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Tra settembre e ottobre dell’anno scorso ho iniziato a raccogliere materiale inerente il fenomeno delle Fashion Bloggers: articoli, interviste, contatti diretti, ecc… perchè affascinata dalla rapida escalation della loro divulgazione.

Poi a ottobre è scoppiato lo scandalo “Fashion Blogger Mafia”, ovvero una fashion blogger pentita ha dichiarato che esistono dei gruppi privati su Facebook dove si raggruppano queste sedicenti esperte di moda e sotto rigido controllo si scambiano Mi Piace e commenti per mostrare un volume di visite ed un bacino di utenza così ampio da attirare aziende e loro relativi uffici stampa, acquisendo prodotti e ancor peggio denaro con l’inganno.

Ora che la situazione è rientrata solo un pensiero emerge su tutti: ma che bella scoperta!?!?! Analizziamo insieme 2-3 punti:

  1. Se dedicate un pò del vostro tempo a contattare alcune fashion bloggers, scoprirete che la maggior parte di loro lo fa per hobby e non a livello professionale, quindi non chiedono soldi ma il prodotto in cambio di una “recensione” o per meglio dire di un piccolo portfolio fotografico casereccio. Ora non dico che questo scusi qualsiasi scorciatoia o imbroglio, ma ammetterete che il danno e l’inganno assumono un’altra luce.
  2. Se poi visitate acuni di questi blog vi accorgerete subito che i commenti a quasi tutti i post sono fatti da altre bloggers, tanto è vero che i commenti non superano mai le 4/5 parole e solitamente si tratta di: “lo adoro!“, “bellissimo outfit“, “ma che bella“, “carino, mi piace molto” (e potrei andare avanti così all’infinito), ma per gli scettici che si staranno chiedendo: ma come fai a sapere che si tratta di fashion bloggers e non di altre utenti interessate e affascinate dell’accessorio di turno? Semplice, molti di questi commenti sono corredati dai rispettivi link ai loro blog e pagine Facebook, della serie “io ci sono e ho fatto la mia parte ora tocca a te“. Infine per chi non volesse lasciare nulla tra le righe, alcune specificano proprio cosa fare, con frasi del tipo:” Nuovo post da me,se ti va passa,ti aspetto!” oppure ” Ti va di Seguirci a vicenda ?”
  3. Infine, mi sembra che quest’episodio da “mercato nero dei commenti” possa essere considerato marginale rispetto alle mega truffe delle false recensioni, parlo di agenzie che quasi alla luce del sole vendono pacchetti di recensioni positive per risollevare le sorti di hotel e ristoranti che se hanno bisogno di questo sordido escamotage per avere feedback positivi evidentemente non offrono proprio un gran servizio. E certo in questo business non solo si arricchisce l’agenzia e l’hotel ma soprattutto ignari clienti prendono sonore fregature ingannati da una sfilza di commenti entusiasti. Sicuro il fatto che qualcuno abbia fatto peggio di noi non è una giustificazione alle nostre azioni, ma riporta tutto nella giusta prospettiva!Fashion bloggers

Aggiungerei inoltre che se qualcuno avesse utilizzato nella sua strategia di marketing le fashion bloggers, si sarebbe accorto, come è capitato ad un mio amico, che si aumenta la visibilità, si aumentano i link, si migliora la divulgazione, ma se dopo oltre 50 “fashion recensioni”, non è stato fatto neanche un acquisto, qualcosa vorrà pur dire, no??? Forse che gli articoli sono letti e commentati solo da altre fashion bloggers che hanno già ricevuto anche loro il prodotto gratis e se non lo hanno ancora fatto, si affrettano a farne richiesta immediatamente?

Quindi con tutti questi segnali lungo la strada, c’era veramente da sorprendersi così tanto di questo tacito accordo?

Se sei una fashion blogger, una vittima delle fashion bloggers improvvisate o un’attività che ha beneficiato delle fashion recensioni, raccontaci la tua storia.

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