SEO Copywriting: le regole del mestiere

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Una definizione di SEO Copywriting

Possiamo definire la SEO Copywriting come l’arte di scrivere per il web e quindi non solo per gli utenti ma anche per i motori di ricerca. Capacità fondamentale del SEO Copywriter è quella di intercettare i bisogni degli utenti rispondendo ad essi nel migliore dei modi, soddisfacendo quindi le query che vengono digitate nel motore di ricerca. Facile? Non tanto.

Il professionista del web marketing che si occupa di SEO Copywriting è il SEO Copywriter, un copywriter che oltre a conoscere le principali tecniche di scrittura persuasiva ha competenze di SEO e di posizionamento sui motori di ricerca. La sua principale capacità sta infatti nello scrivere testi non solo accattivanti e gradevoli, ma anche in grado di posizionarsi in prima pagina su Google e sugli altri motori di ricerca per determinate keyword.

In questo articolo vogliamo quindi fornirvi spunti, tool e strumenti per diventare dei SEO Copywriter e scrivere sul web testi che siano realmente efficaci. Siamo, infatti, convinti che la scrittura in ottica SEO sia di fondamentale importanza in quanto i contenuti rappresentano il 50-60% di ciò che serve per risultare in prima pagina su Google e sugli altri motori di ricerca. Non basta essere bravi a scrivere, bisogna farlo in modo da rispettare le regole della SEO senza risultare macchinosi.

Tecniche di scrittura SEO: l’ottimizzazione on site del contenuto

Scrivere in ottica SEO significa conoscere le basi dell’ottimizzazione on site dei testi, che riguarda elementi come i tag title, la meta description, i tag intestazione, gli url e il testo vero e proprio.

Il Tag Title è il primo elemento da ottimizzare. Un errore frequente è inserire il nome del brand al primo posto lasciando alla parola chiave principale la parte finale del title. Naturalmente in ogni pagina è bene sia presente il nome dell’azienda ma il mio consiglio è quello di porre in primo piano la parola chiave per cui quel determinato contenuto deve essere posizionato sui motori di ricerca.

Parlando di Meta Description, invece, questa non ha più alcun impatto sul ranking ma con ciò non vuol dire che non debba essere valorizzata aggiungendo contenuto informativo e una call-to-action che porti l’utente a visitare il sito web.

Proseguiamo poi l’attività di ottimizzazione on site della pagina aggiungendo i cosiddetti Tag di Intestazione, che vanno dall’H1 all’H2 all’H3 e via dicendo. E’ infatti buona norma segmentare i testi lunghi in paragrafi e sottoparagrafi titolati con uno dei seguenti Tag, assegnando un titolo ad ognuno di essi.

Non solo tag: l’URL Keyword Rich

Anche le URL quando vengono create devono essere keyword rich in quanto Google dà notevole importanza a questo aspetto. La URL può essere utilizzata per dare visibilità ad una pagina per una keyword generica e ad alta competizione, che può coincidere con quella primaria precedentemente individuata.
Il mio consiglio è quindi quello di inserire una keyword middle tail nel tag title, di long tail in paragrafi e tag di intestazione mentre lascerò nell’URL la keyword primaria.

Struttura del testo e paragrafi

Anche la SEO Copywriting negli anni si è evoluta e oggi scrivere un testo troppo ottimizzato è rischioso e penalizzante oltre a infastidire l’utente. Ecco perché, una volta valorizzati i campi sopra indicati il lavoro SEO è svolto correttamente e ci si può concentrare su una scrittura creativa che emozioni e coinvolga l’utente. E’ però essenziale rispondere nel testo alla promessa fatta nel tag title e nella meta description per evitare alti tassi di bounce rate.

Google ha fatto e sta facendo passi da gigante nel valorizzare la qualità della soddisfazione dell’utente con lo sviluppo di update algoritmici qualitativi che posizionano in SERP pagine che rispondono alle query cercate, fino a comprendere esattamente cosa stava cercando un determinato utente.

Ultimo consiglio: utilizzare i long form

Si sente sempre più parlare di long form, anche chiamati pillar article: testi molto densi e compatti strutturati come una mini guida e che rappresentano una valida alternativa allo spezzettamento di un testo su più pagine. Oggi il long form è il migliore alleato per chi fa SEO su siti di news e magazine ma anche nei blog in quanto permette di costruire pagine web in grado di posizionarsi su più keyword correlate.

Caratteristica del long form è di essere strutturati su almeno 2000 parole suddivise in paragrafi che forniscono ciascuno una risposta specifica all’utente ed un approfondimento della tematica principale. Ecco quindi l’importanza di fare una corretta keyword research, molto più dettagliata di quella fatta per la redazione di un articolo semplice da 800-1000 parole.

Nella realizzazione del long form è utile assegnare un indice html posto sotto al titolo per permettere all’utente di raggiungere il paragrafo che più gli interessa senza dover leggere l’intero articolo e con un percorso di navigazione decisamente più semplice.

La domanda che in molti si fanno è: meglio scrivere un articolo lungo o uno breve? La risposta è: dipende. Dal tuo pubblico, da chi è arrivato prima di te, da quello che gli utenti cercano e dai bisogni a cui vuoi e puoi rispondere con il tuo contenuto che deve essere il migliore della rete per chiarezza e completezza d’esposizione. Non è poi detto che tu debba scrivere un contenuto testuale in quanto le regole sopra indicate valgono anche per un contenuto visual, come ad esempio un album di foto o un video.

Sicuramente anche testi molto brevi, se ottimizzati con le tecniche di SEO Copywriting, possono posizionarsi davvero bene online, anche se il testo lungo riesce a comprendere una combinazione maggiore di keyword. Insomma se sei indeciso tra un testo lungo e uno o più testi brevi puoi trovare risposta solo in un’attenta fase di analisi e pianificazione strategica. Buon lavoro!

Cristina Skarabot

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